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NEWS

 

 

 

 

NEWS

2017


I Nomadi cambiano cantante, arriva Yuri Cilloni
Il nuovo vocalist debutterà in concerto a Domodossola
I Nomadi cambiano ancora una volta cantante. La band più longeva d'Italia avrà da domani un nuovo vocalist, che si chiama Yuri Cilloni e raccoglie il testimone di Cristiano Turato, a sua volta subentrato a Danilo Sacco, erede del leggendario Augusto Daolio. Il nuovo vocalist debutterà in un concerto dei Nomadi in programma domani a Domodossola. Una nuova pagina sta per essere scritta dal gruppo, il cui percorso artistico iniziò 54 anni fa con Augusto Daolio e Beppe Carletti, anima storica e tastierista dagli esordi ad oggi. La band ha saputo comunicare con l'arte della musica temi sempre attuali sopravvivendo ai tanti avvicendamenti interni.
Sono 24 i musicisti che hanno suonato sotto il marchio Nomadi.
Da sempre, del resto, si definiscono "un collettivo, un gruppo al di là di particolarismi di identificazione personale strettamente legato al proprio pubblico, il settimo componente".

fonte ANSA


Si registra un altro passaggio di testimone al microfono della band oggi guidata da Beppe Carletti: terminata la collaborazione con Cristiano Turato, i Nomadi hanno ingaggiato Yuri Cilloni (nella foto, al centro) nel ruolo di frotman.

L'artista, originario di Montese, in provincia di Modena, ha militato nei Lato B, cover band degli stessi Nomadi fondata nel 1992 dopo la scomparsa dello storico cantante Augusto Daolio, del quale gli elementi del gruppo tributo erano amici: subentrato in organico in un secondo momento, Cilloni ha poi affiancato in studio e sui palchi Antonio Bergamini (chitarra), Andrea Tassinari (chitarra), Claudio Fregni (tastiere), Stefano Braghiroli (basso) e Maurizio Testi (batteria), insieme ai quali ha collaborato - seppur saltuariamente - con Rosanna Fantuzzi, storica compagna di Daolio.

Cilloni si è segnalato anche come solista, pubblicando - tra le altre cose - un disco tributo a Julio Iglesias intitolata "Cantando... Julio Iglesias": il suo debutto ufficiale coi Nomadi avverà domani, venerdì 3 marzo, al Trocadero di Domodossola. Successivamente il gruppo sarà di scena ad Argenta (Ferrara, 11 marzo), Ovada (18 marzo), Civitanova Marche (19 marzo) e Milano (26 marzo).

(Fonte Rockol)


2016

Ed. E prod. I nomadi srl - NOMADI.IT


I Nomadi sono tornati da qualche giorno in rotazione musicale con il brano "Così sia" che anticipa l'uscita del nuovo disco "I Nomadi – Così sia, XXIV tributo ad Augusto Daolio"

Ed. E prod. I nomadi srl - NOMADI.IT


I Nomadi sono in rotazione musicale da qualche giorno con il singolo "Così sia" e sono pronti a pubblicare, a stretto giro di posta, il nuovo lavoro discografico dal titolo "I Nomadi – Così sia, XXIV tributo ad Augusto Daolio": la nuova traccia, registrata negli studi Segnali Caotici di Reggio Emilia e a Borghetto di Noceto, ha preso forma ufficiale presso lo "Sterling Studio" di New York. Il testo della nuova realizzazione di Cattini, Vecchi e colleghi, è un messaggio di speranza e fiducia verso un futuro migliore per il mondo attuale: una società dove gli uomini devono essere capaci di aprire i propri cuori per superare l'avidità e il meccanismo del dio denaro e di una economia sempre più opprimente.

"Apri il cuore e riempilo di gioia – è una delle tante strofe del ritornello di 'Così Sia' –  e allora così sia, apri il cuore e scrivi la tua storia, e allora così sia, combatti i frutti delle supremazie, il do potere e facili economie." I Nomadi, gruppo beat fondato nel lontano 1963, si sono divertiti anche lo scorso anno con un nuovo lavoro in studio qual è stato "Nomadi, Il sogno di due sedicenni è diventato realtà" con una rivisitazione da parte di Beppe Carletti mantenendo la viva voce di Augusto Daolio, compianto componente della band scomparso nel 1992.

Tornando a "I Nomadi – Così sia, XXIV tributo ad Augusto Daolio", non c'è ancora una data di uscita del nuovo lavoro discografico che, comunque, dovrebbe essere pubblicato nelle prossime settimane: la rivisitazione di altri brani di grande successo della band italiana sarà portata, successivamente, in giro per l'Italia con alcuni concerti 2016 riguardo cui, però, ancora non c'è alcuna ufficialità.
TRACKLIST:
Così sia
Sangue al cuore
Aironi neri
Statale 17
Animante
Io come te
Auschwitz
Io voglio vivere
Il paese delle favole
Noi non ci saremo
Io vagabondo
Senza patria
Il fiore nero
Rubano le fate
Chiamami
Tutto vero
20 de Abril
Il vento tra le mani
Ho difeso il mio amore
L'uomo di Monaco
Utopia


 


il nuovo Album dei Nomadi

"LASCIA IL SEGNO"

Dal 1° Maggio potete ordinare in Anteprima il nuovo Album dei Nomadi "LASCIA IL SEGNO", Copia Autografata, ESCLUSIVAMENTE su MusicFirst!

Clicca qui:
http://www.musicfirst.it/it/musica/pop-italiano/nomadi/lascia-il-segno-signed.html

La copia autografata vi verrà recapitata a casa, senza spese
aggiuntive, il 19 Maggio 2015, giorno dell'uscita nei negozi fisici e digital store. Copie Limitate.

La speciale confezione di questo progetto conterrà, oltre al disco,
anche un prezioso libro da 60 pagine e una sorpresa
che sarà ben gradita da tutti voi.

 


 

Il 18 Novembre uscirà "Nomadi 50+1 Deluxe", cofanetto
contenente il doppio cd già precedentemente uscito nel corso dell'anno più 3 vinili, 1 picture disc, un libro dei testi e un libro fotografico.

TIRATURA LIMITATA E NUMERATA.

NOMADI - 50+1 DELUXE LIMITED EDITION - BOX 3LP + PICTURE DISC + 2 CD +BOOK

(BOX ARTIST FIRST 2014 BARCODE 8032732274611)

L'edizione speciale contiene:

- 3 VINILI BIANCHI
La versione in triplo vinile di 50+1 per poter ascoltare le canzoni in qualità analogica

- UN ESCLUSIVO PICTURE DISC
Un quarto vinile speciale sulle cui facciate
è raffigurata la copertina di 50+1

- IL DIARIO NOMADE
Un diario contenente le più belle immagini
dei Nomadi!

- IL LIBRO DEI TESTI
Un canzoniere che racchiude tutti i testi delle
canzoni contenute in 50+1!

- IL DOPPIO CD 50+1


TRATTO DA http://www.manoloca.it

Un anno di note, pensieri, parole. E il risultato è il nuovo disco che Manoloca & Massimo Vecchi hanno realizzato nei loro studi, dando un seguito al loro primo cd, "Lontano dal cerchio".

Il titolo è Mostro Fragile, fedele alla passione di cinque musicisti che hanno sviluppato un proprio sound, coerenti con i loro interessi e ideali, nato nello storico classic rock, ma sviluppato, ancor più che nel lavoro precedente, in chiave heavy.

Mostro Fragile è in vendita:

    On-line presso
www.puntonomadi.it
    Stand Punto Nomadi
    Concerti Manoloca & Massimo Vecchi

Mostro Fragile è un'opera di 10 canzoni inedite, 10 capitoli che raccontano e affrontano temi importanti legati alla realtà, frutto di una analisi su quanto è accaduto recentemente e accade tutt'ora in Italia.
Come un occhio che guarda e trasforma in pensieri e opinioni ciò che vede, con la speranza di sollecitare chi ascolta a domandarsi cosa mai accade e da che parte si sta. Il tutto condito con un suono pieno, più vigoroso e ricco, mai ripetitivo che avvolge le parole e le trasporta con decisione o con dolcezza all'orecchio di chi ascolta.

In questo disco si parla dell'oggi, della rabbia di fronte a certi eventi, del fuoco che agita le nostre esistenze, ma anche delle debolezze come delle speranze, della necessità di porsi degli interrogativi e della voglia di prendere una posizione di fronte a chi ha comandato e anche illuso.

Con una pesante base musicale che accompagna questo viaggio, costruito con una chitarra virtuosa e maggiormente votata all'hard rock, una batteria che incalza nei ritmi, potente ma raffinata, sostenuta da un basso energico e da tastiere raffinate che propongono suoni attualissimi ma anche da hammond anni Sessanta.
Su tutto la voce di uno degli artisti più grintosi e privo di compromessi della musica italiana.

Mostro Fragile sarà divertimento, poesia, riflessione che accompagna ad ogni chiusura di canzone.

Alla fine..."Fai attenzione, all'occasione, le cinque dita insieme fanno un gran ceffone"
Manoloca arriva!
Track list

    Ancora rido
    Che ne sai
    Polvere di vuoto
    Lettera all'amico R.
    Manoloca
    Non sei più Dio
    Quello che tocca
    Segni di rispetto
    Sei di nuovo tu
    Tu da che parte stai
 

 


 


 


Big emiliani, live aid pro terremotati.
Emilia Live: 2,5 milioni per i terremotati


CRISTIANO TURATO

 

E' IL NUOVO CANTANTE DEI NOMADI

 

MASSIMO VECCHI & MANOLOCA IN

FUORI DAL CERCHIO

 

Massimo Vecchi - bassista e voce dello storico gruppo i Nomadi - tiene a precisare : "Vorrei sgombrare subito il campo da facili fraintendimenti. Io sono e rimango principalmente il bassista e una delle voci dei Nomadi e non ho nessuna intenzione di abbandonare questo gruppo. Non sono animato da qualsivoglia desiderio di rivalsa. Il progetto "MANOLOCA" è per me solo un'esperienza particolare fatta insieme a degli ottimi musicisti e soprattutto grandi amici. Nel mio intimo c'è costantemente l'esigenza di vivere ogni singola emozione in musica, perciò quando non sono con i Nomadi amo creare e suonare anche con altre persone con cui sto bene. Sarei veramente felice di far conoscere al pubblico dei Nomadi un lato di Massimo Vecchi che non hanno ancora scoperto."
Ma chi sono i MANOLOCA ?
E' un gruppo di 5 ragazzi, che si incontrano in uno studio di registrazione a pochi chilometri da Milano per lavorare su produzioni e progetti musicali per conto terzi.
Giorno dopo giorno, tra una seduta di registrazione e un'altra, nel tempo è nato il desiderio di realizzare un progetto musicale tutto loro.
Un desiderio che si è concretizzato e preso forma in un CD di brani inediti "lontano dal cerchio" prodotto da Beppe Carletti Nomadi, edito da Edizione e Produzioni Nomadi e Warner Chappell, distribuiti da Artist First.

    I componenti del gruppo sono:
    Massimo Vecchi - voce
    Dave Colombo - chitarre
    Daniele Radice - basso
    Agostino Barbieri - tastiere
    Franz Piatto - batteria

Sito Ufficiale di Massimo Vecchi e i Manoloca"


Beppe Carletti: è Danilo che se n'è voluto andare

Il leader dei Nomadi: voleva fare il solista, meglio per tutti
ARTICOLO DI : PIERO NEGRI - LA STAMPA - Torino


Beppe Carletti ha letto - ovviamente - l'intervista che Danilo Sacco ha rilasciato al nostro giornale. Non gli ha fatto piacere, ma, dice subito, non ha alcuna intenzione di polemizzare. Vuole anzi puntualizzare che è «molto contento perché la gente ha accolto bene il nuovo cantante. Abbiamo già fatto sette concerti insieme (l'ultimo a Cuneo, sabato sera, ndr) e posso dire che Cristiano Turato ha una voce molto particolare che si distacca da chi l'ha preceduto, che non scimmiotta nessuno e che dà emozione. E questo è molto importante».

Di Danilo Sacco e del suo addio al gruppo, dopo 19 anni, una dozzina di dischi e centinaia di concerti, preferisce parlare in termini generali: «Per me, il cantante conta quanto un bassista, un batterista, non ci sono graduatorie, i Nomadi non sono mai stati, neppure al tempo di Augusto Daolio, un gruppo a supporto di una voce solista. L'arrivo di una persona nuova dà stimoli nuovi a tutti, questo è naturale, ma lo dico senza nulla togliere a chi c'era prima. A me i confronti non sono mai piaciuti, ho sempre lavorato affinché non ci fosse possibilità di farli. Stiamo parlando della scelta di una persona che ha pensato bene di intraprendere una carriera solista: da parte mia, posso dire che non ho avuto dubbi, non ho mai pensato di agire diversamente, di chiudere la storia e non andare avanti. Le perplessità le ho avute vent'anni fa, quando è morto Augusto, al cui fianco ho vissuto per 30 anni, con cui sono stato ragazzino. Certamente non ora».

La storia del gruppo, nato nel 1963 in quel di Novellara (Reggio Emilia), sopravvissuto alla morte del cantante e fondatore Augusto Daolio, avvenuta nel 1992, gratificato, negli anni, di un seguito appassionato e partecipe, avrà insomma un nuovo capitolo: «Io dico sempre che sono il ventitreesimo tra i Nomadi - spiega Carletti - sono l'unico tra i suoi primi componenti a fare ancora parte del gruppo e sento particolarmente la responsabilità delle ventitré famiglie che si mantengono grazie alla nostra musica. Quasi tutti sono con noi da tantissimi anni, e abbiamo sempre rispettato le esigenze di tutti, in modo molto democratico. Se qualcuno voleva fare meno concerti, ne facevamo di meno. E non abbiamo mai incatenato nessuno: se uno vuole fare un'altra strada, è giusto che abbia la libertà di farlo. Ci siamo lasciati così, senza rancore».

Per trovare il nuovo cantante è stato lanciato una sorta di concorso aperto, molto aperto: «Alla prima fase abbiamo accettato tutti. Chiunque poteva inviarci, via Internet, una prova delle sue capacità di cantante. Poi abbiamo fatto una prima scrematura e chi ci sembrava interessante è stato invitato a interpretare, su base, una canzone dei Nomadi in sala d'incisione. Ci siamo riuniti e abbiamo messo giù un elenco di chi, a parere di ciascuno, aveva lasciato qualcosa. Devo dire che già a questo punto Cristiano era quello che più era piaciuto. L'abbiamo incontrato, abbiamo verificato che oltre a quelle canore ci fossero anche le doti umane e anche lì lui ci ha convinto: è un uomo vero, è sposato, ha un figlio, è uno di noi. Perché chi sta nei Nomadi ha anche responsabilità nei confronti del pubblico. Siamo atipici, quando è possibile, teniamo aperte le porte anche durante le prove prima dei concerti: chiunque può entrare e stare con noi, partecipare. Cristiano veniva da un gruppo di rock elettronico, "dall'altra sponda", come dice lui, ma questo è un bene, anche nella musica i matrimoni tra consanguinei vanno evitati accuratamente».

Che cosa accadrà ora? Beppe Carletti sull'immediato futuro ha le idee piuttosto chiare. «Intanto, ci tengo a dire che c'è un album che si intitola È stato bellissimo e che contiene registrazioni dal vivo dell'epoca con Augusto Daolio, pubblicato per celebrare il ventesimo anniversario della morte sua e del nostro bassista Dante Pergreffi, avvenute nel 1992. Poi faremo ancora qualche concerto (20 aprile Padova, 21 aprile Pavia, 24 aprile Sanremo, ndr) e infine entreremo in studio per lavorare con il nuovo cantante e dargli almeno un paio di pezzi nuovi, costruiti con lui, da cantare dal vivo in estate. In modo che la gente possa abituarsi alla voce di Cristiano».

A Danilo Sacco, Carletti lancia un ultimo, semplicissimo messaggio: «Gli auguro solo buona fortuna, buona fortuna a lui e buona fortuna ai Nomadi. Se lui si sente più libero così è giusto che abbia preso la decisione che ha preso. Sentirsi liberi è importante, anche se, come mi piace ricordare, la libertà di ognuno finisce dove comincia la libertà degli altri».

Danilo Sacco "Ho lasciato i Nomadi perché mi sentivo una palla al piede"

L'ex cantante: dopo l'infarto non reggevo più la responsabilità
e il ritmo, qualcuno me l'ha fatto pesare
Articolo di PIERO NEGRI - LA STAMPA
inviato ad asti

Danilo Sacco, 47 anni, 19 anni come cantante dei Nomadi, un primo posto in classifica e un infarto alle spalle, in queste settimane sta «rivedendo» la sua vita. Ed è contento: «Sì, contento delle decisioni che ho preso. Uscire dal gruppo è stata una necessità, psicologica e fisica: il mio corpo mi ha detto che era ora di smettere». Non che sia stato semplice, abbandonare una storia così importante e probabilmente unica: Sacco era uno sconosciuto cantante folk rock quando nel 1993 si trovò a sostituire il leggendario Augusto Daolio, morto da poco, che dei Nomadi era la voce e il volto. Il gruppo aveva perso da qualche anno il favore del pubblico grosso: «Tutti mi sconsigliavano di accettare, sembrava una scommessa persa», ricorda ora. Invece, la scommessa fu vinta: la seconda vita dei Nomadi ha conosciuto un successo nuovo e sorprendente, fatto soprattutto di concerti, centinaia l'anno, in tutta Italia, di un'identificazione assoluta con il pubblico, di un seguito appassionato che ha abbracciato anche le nuove tecnologie per stare vicino ai suoi eroi.

«Il 10 agosto - racconta lui - misi tutti al corrente della mia decisione. "Ne parliamo con calma?", mi chiesero gli altri. Così, ci siamo dati una settimana per pensarci, poi ci siamo detti: ok, il 1° gennaio 2012 facciamo uscire un comunicato in cui annunciamo la separazione. Tornato a casa, comincio a pensare: che diranno i fan il 1° gennaio? Che me ne sono andato di mia iniziativa, alla chetichella, come un ladro? Così, la notte del 23 novembre ho scritto sulla mia pagina Facebook quel che pensavo, ho spiegato le mie motivazioni. Sono felice di averlo fatto, i concerti dopo quel giorno (i Nomadi hanno suonato fino a fine anno, ndr) sono stati belli, ho sentito l'affetto che mi circondava».

Si tratta, ovviamente, di una decisione che viene da lontano, almeno da quel 2009 in cui il cuore malato fermò la sua corsa. Per poco: «È chiaro che la malattia è stato uno scossone forte, anche se sono ripartito molto presto, contro il parere dei cardiologi, che mi avevano consigliato sei mesi di riposo assoluto. A tre mesi dall'infarto ero già sul palco. Mi sentivo bene, avevo soppesato i rischi e poi ero ripartito a testa bassa, come faccio di solito. Però ho capito subito che non avrei potuto sostenere il ritmo di prima, ho chiesto di ridurre il numero delle date e il ritmo degli spostamenti. Quando ho saputo che qualcuno, dal suo punto di vista, si era lamentato, perché fare meno concerti significa fare meno quattrini, mi sono sentito una palla al piede. E non potevo accettarlo».

Sacco cerca di non nutrire risentimenti e risponde «No comment» alla domanda su come si sia davvero sentito in quei frangenti. Poi spiega: «Per me la persona viene prima di ogni altra considerazione: oggi purtroppo mi rendo conto che quasi nessuno la pensa così. Cerco di capire tutti, provo a trovare una spiegazione a tutto e di solito ci riesco. In questo caso è: siamo tutti più liberi. Loro possono fare tutti i concerti che vogliono. E i miei problemi di salute ci sono e ci saranno sempre».

Ora Danilo suona con un nuovo gruppo («Grandi musicisti e grandi amici») e sta preparando album e tour. Dice di divertirsi molto, come non gli accadeva da tempo: «Tra dicembre e gennaio ho pensato seriamente di smettere, di dedicarmi ad altro. Poi una notte mi sono svegliato all'improvviso: avevo sognato una sequenza di accordi. Mi sono alzato, ho fatto saltare il gatto giù dal letto, ho preso in mano la chitarra e ho suonato ciò che avevo sognato. E in quell'istante ho capito che ero fregato, non avrei mai abbandonato la musica».

Ai Nomadi ora dice di pensare poco, ci tiene solo a «lanciare un grande augurio a Cristiano Turato, il nuovo cantante, che mi sembra un ragazzo sveglio, e certo sa quel che deve fare». All'ultimo concerto con il suo vecchio gruppo, dal palco ha detto: «Sono solo un uomo. Ho fatto quello che ho potuto, non quello che ho voluto». Poi ricorda il provino con cui fu arruolato, vent'anni fa: «Il proprietario di un locale di Parma fece avere ai Nomadi una cassetta del mio gruppo di allora, Comitiva Brambilla. Feci un provino e quando smisi di cantare Beppe Carletti, il capo della banda, si alzò e venne ad abbracciarmi. Altri tempi, meno frenetici, più umani...»

DAL 31GENNAIO 2012

 

WWW.CISCOVOX.IT

Fuori i secondi, il nuovo album del temibile Cisco, in uscita il 31 gennaio 2012. A Febbraio il nuovo TOUR! Ascolta in ateprima il brano 'Credo'!
Fuori i secondi, il nuovo album del temibile Cisco, in uscita il 31 gennaio 2012. In CD, DOWNLOAD e LP-VINILE NUMERATO con BONUS TRACK!

In anteprima il brano "Credo", potete ascoltarlo qui per una settimana.


"Fuori i secondi" è l'urlo di esortazione che segna l'inizio delle ostilità nel pugilato e che richiama tutti ad assumersi le proprie responsabilità e a darsi da fare.

Ma qui si trasforma anche in uno splendido elogio ad alcuni grandi 'secondi' della storia a cui il tempo in alcuni casi, ha reso poi giustizia.

Fuori i secondi, così si chiama il nuovo disco di Cisco, ex voce e frontman dei Modena City Ramblers è un disco pieno di racconti esemplari, intense biografie di personaggi che per un verso o per l'altro hanno fatto storia, canzoni dedicate a vite incredibili.

Nel nuovo album anche brani più diretti sul sociale e sul disagio che un po' tutti oggi viviamo nei tempi della grande crisi, ma è un album anche pieno di speranza e ottimismo, dove troviamo dei veri e proprio inni che esortano la gente a riprendere in mano le redini della storia per provare a cambiare e scrivere il proprio futuro in prima persona. Non mancano momenti divertenti e autoironici dove il cantante gioca con se stesso, con il suo modo di essere e con la grande curiosità-voracità che da sempre lo muove.

 

Danilo Sacco si racconta a Massimo Cotto: 'Perché ho lasciato i Nomadi'

22 dic 2011 - Il luogo è lo stesso di due anni fa, la casa di Agliano teatro di quell'intervista che destò timore e scalpore, anche perché strumentalizzata da qualcuno. Danilo Sacco, reduce da tre interventi al cuore, aveva immaginato una vita senza Nomadi, pensando all'impossibilità di tenere oltre cento concerti l'anno. Oggi la decisione è stata presa. Danilo ne parla con fatica, perché il passaggio è lento da metabolizzare e perché 19 anni sono un buon tratto di strada. Come ogni volta, prima di parlare si sfoga a cucinare in abbondanza: insalata di mare, straordinarie patate al cumino, merluzzo freddo con olive e pomodori, verdure al sale grosso,  taglioloni bottarga e arselle, dolcetti sardi, tutto innaffiato da bianco freddo a dovere. Poi, la confessione.

La prima domanda può essere riassunta da una sola parola: perché?
Se non fosse stato per l'infarto di due anni fa non saremmo qui a farci questa domanda. Sul tavolo di ferro, prima dell'operazione, ho avuto due volte paura. Di morire e anche di non riuscire a completare il mio viaggio. Mi sono reso conto che non ero riuscito a fare quello che dovevo: cercare me stesso fino in fondo. Ho fatto molto, ma non tutto. Con i Nomadi il mio viaggio era finito. Dovevo cercare me stesso in un'altra direzione. Dovevo fermarmi, ma non era possibile. Troppi impegni. Per senso di responsabilità, nonostante la fatica e il dolore, ho ripreso quasi subito a cantare e sono ripartito in tour. Ma qualcosa si era rotto. E non aveva niente a che fare con Beppe Carletti e gli altri ragazzi, persone splendide che ringrazierò sempre. Ero io che dovevo staccare e concentrarmi non su quello che avevo avuto - fama, calore, gioie ed emozioni – ma su quello che mi mancava.

Gli altri Nomadi hanno cercato di farti cambiare idea?
No, neanche una volta, ma è giusto così. Mi hanno detto tutti che questa decisione doveva essere solo mia, perché le ragioni del disagio erano dentro di me, non imputabili a loro. Certo, da solo mi sta venendo una paura fottuta, ma preferisco rischiare il congelamento piuttosto che avvolgermi ancora nella coperta calda dei Nomadi. I Nomadi sono un'assicurazione sulla vita: troppo facile. Devo mettermi alla prova in nuove sfide.

Non potevi cercare te stesso continuando a rimanere nei Nomadi, dividendoti tra gruppo e carriera solista?
Avrei potuto farlo in qualsiasi altro gruppo, ma non con chi fa quasi cento concerti in un anno, tre ore a concerto. Voglio finire in piedi, alla grande. Non come un pugile alle corde che non riesce più a godersi il dono della musica. Io voglio essere Rocky Marciano. Il mio terrore è sempre stato quello di non rendere al cento per cento. Ho ancora la voce di una volta - non sono come certi miei colleghi che abbassano le tonalità – ma non il fisico. Devo accettarlo.

Quindi avremo un Danilo Sacco solista?
Difficile pensare che io viva senza musica, quindi penso che sarà così, ma non so né come né quando. Per ora scrivo canzoni. Sono felice di poter dedicare un po' di tempo alla scrittura. Per quasi vent'anni il Danilo cantante ha involontariamente oscurato il Sacco autore. Scrivo canzoni nude senza sapere che abito musicale avranno. Ho messo su un piccolo studio di registrazione che funziona contro la modernità: un piccolo mixer analogico e tanti tappeti. Scrivo e canto davvero a livello terra terra, anche fuor di metafora. Voglio ripartire così.

Cosa ti mancherà di più?
Il popolo nomade. Chi non lo conosce non può capire. I nostri fan sono un dono del cielo. I primi anni sono stati duri, ma era logico: arrivavo dopo Augusto e non ero ancora Danilo. Spero non mi abbandonino. Di certo non tradirò i loro e miei ideali. Sai quante volte alcuni dei più famosi gruppi italiani mi hanno chiesto di lasciare i Nomadi e diventare il loro cantante?

Sì, lo so. E forse è anche arrivato il momento di fare qualche nome.
Ma no. Anzi, li ringrazio per aver pensato a me. Potevo passare dal repertorio di un grande come Guccini al repertorio di un altro grande come lui, forse persino di più. Mai nemmeno lontanamente pensato.

Chi è Danilo Sacco?
Uno venuto abbastanza male. Avrei voluto essere un eroe, un cavaliere senza macchia e senza paura. Invece sono un uomo a volte molto debole e insicuro, però con un senso dell'onore fortissimo. Darei la vita piuttosto che tradire un amico. Ho una voce forte, ma l'animo è fragile. Come spesso capita ai cantanti, che danno voce alla loro vulnerabilità.

Cosa ti fa stare bene?
La mia terra. Questa casa. I libri. Sono un acquirente compulsivo. Compro più libri di quanti ne potrò mai leggere. I libri sono come i dischi: hanno un potere taumaturgico. Ti fanno stare bene con il contenuto ma anche con la forma.

Andrai a vedere i Nomadi con un altro cantante?
Puoi scommetterci le palle. Anche se so che i primi mesi starò male come una bestia. Sono sicuro che il nuovo cantante sarà bravissimo, però vederlo lì al posto mio mi farà male. Sarò gelosissimo. Sarei un'ipocrita a dire il contrario, perché 19 anni non si cancellano in un attimo. Anzi: non si cancelleranno mai.

Che cosa hai trovato in questi 19 anni e che cosa non sei riuscito a trovare?
Ho trovato l'elettricità che accende la vita. Ho trovato il pane giusto per il mio ego, pensa solo a "Dio è morto" davanti a 800mila persone al Primo Maggio. Ho trovato quel momento pieno in cui capisci che il tuo ego non conta più nulla e che quello che conta è il mondo che hai costruito attorno a te. Ho trovato il successo e grandi persone come il Dalai Lama. Non ho trovato me stesso. Almeno non tutto me stesso.

Se ti chiedessero di salire sul palco e fare due canzoni, quali vorresti fare?
Sicuramente "Trovare Dio". E poi "La canzone della bambina portoghese". Ma forse mi accontenterei di sentir cantare la gente al posto mio. In fondo, io sono sempre stato uno di loro, anche se ero sul palco.

Massimo Cotto


LETTERA DI BEPPE CARLETTI  27.11.2011 TRATTA DA WWW.NOMADI.IT

Ciao a tutti.
Ammetto tutti i miei limiti: un pò per motivi generazionali, un pò per motivi personali non mi sono ancora abituato a Internet e ai cosiddetti Social Network. Lo ammetto sinceramente: non mi attraggono, non mi piacciono granché. Ma ne prendo atto. Oggi la comunicazione gira così. Da anni gestisco la mia personale comunicazione attraverso incontri, cene, interviste, ma anche tante telefonate fiume, sms. E continuo a farlo, perché è il modo in cui mi sento a mio agio: guardare negli occhi la gente, sentire la voce vera, metterci la firma, il nome e la faccia.
Purtroppo, oggi, tanta gente usa la comunicazione dei social network per nascondere la firma e la faccia e per insultare, insinuare e giudicare gratuitamente. C'è addirittura qualcuno che mi definisce "fascista", altri che mettono in discussione la veridicità delle nostre iniziative di solidarietà e altri che se la prendono con l'azienda Nomade, quasi come se un'azienda fosse motivo di vergogna.
Quando c'era Augusto tra noi i ruoli erano ben chiari e definiti naturalmente. Lui si è sempre occupato della comunicazione e io della parte più amministrativa. Con la massima fiducia reciproca, quello che andava bene a lui andava bene anche a me e viceversa.
Già, perché i Nomadi sono sempre stati anche un'azienda. Inevitabilmente. Eravamo e siamo dei professionisti e la musica è allo stesso tempo il nostro mestiere e la nostra passione. Certo, è un'azienda particolare, in cui il bilancio cosiddetto sociale vale di più di quello economico e questo lo sappiamo bene. Questo per rispondere a chi spesso mi accusa sprezzantemente di essere il padrone di un'azienda. Non capisco dove sta l'offesa. E' il mio lavoro, lo è sempre stato, è il lavoro di tante persone che collaborano con i Nomadi. Era anche il lavoro di Augusto. Me ne prendo cura con onestà e senso di responsabilità, sapendo che ci sono decisioni non facili da prendere e la memoria di persone speciali da rispettare.
D'altronde gestire un gruppo musicale in modo dilettantistico comporterebbe il rapido declino del gruppo stesso, per l'evidente necessità di organizzare, programmare e pianificare calendari, dischi, concerti, tutto insomma.
C'è l'azienda, poi soprattutto c'è il Cuore. Il Cuore nomade. Quello delle idee, quello della passione, quello del Popolo Nomade, quello che forse ha distinto i Nomadi da tutti gli altri che fanno musica. E' un cuore grande, che ha conosciuto gioie e dolori, soddisfazioni e ostacoli. E' il cuore che batte sempre, che continua incessantemente. E' il cuore che ci siamo portati sul palco il 1° luglio del 1990, dopo un anno di stop forzato, quello che ci siamo portati sul palco dopo pochi giorni dalla scomparsa di Dante, quello che ci ha dato la forza di continuare nei mesi più duri della malattia di Augusto e che ci ha fatto tornare dopo pochi mesi dalla sua scomparsa.
In tutte queste tappe abbiamo sicuramente perso degli amici che non hanno condiviso le nostre scelte, ma ne abbiamo trovati altri che si sono uniti al viaggio e altri ancora che abbiamo perso e poi ritrovato. Senza rancore. E' la vita e non si può pretendere di piacere a tutti o di raccogliere sempre consenso.
Recentemente un fans club mi ha fatto un regalo bellissimo: un collage fotografico di tutti i musicisti che sono stati parte dei Nomadi. Me lo sono portato a casa e l'ho guardato a lungo: quanti volti, quanti anni, quanta storia. Alcuni di loro forse tante persone che ci seguono neppure li ricordano. Forse è giusto così. I Nomadi non saranno mai ricordati per le facce, per il gossip, per gli scandali ma solo per una cosa: LE IDEE, IL SUONO DELLE IDEE. Sta tutto qui e io continuo a crederci tantissimo.
Saluto e ringrazio Danilo che ha condiviso un pezzo importante di viaggio e un pezzo di cuore Nomade. Ma il viaggio continua perché il cuore nomade continua a battere.
I Nomadi stanno per tagliare il traguardo dei cinquant'anni e se ci penso mi vengono quasi le vertigini. Cinquant'anni fatti di gente, chilometri, strade, palchi ed emozioni, tantissime emozioni. Che meravigliosa avventura. Ma più del passato, è bello pensare a quello che ci sarà dietro la prossima curva, oltre la salita. Mi chiedo spesso cosa avrebbe detto e pensato Augusto. Sicuramente parole semplici perché riusciva a comunicare pensieri complessi anche in poche semplici parole. Chiudeva ogni concerto dicendo "E' stato bellissimo". Semplice, diretto, ma vero. E allora io voglio pensare che oggi dovremmo dire "Sarà ancora bellissimo".
Sempre Nomadi
Beppe Carletti TRATTA DA WWW.NOMADI.IT

 

 DANILO KAKUEN SACCO GRAZIE DI TUTTO

GRAZIE DANILO PER AVERCI FATTO DA COLONNA SONORA CON  LA TUA MAGNIFICA VOCE  IN QUESTI 18 ANNI E  GRAZIE PER TUTTE LE EMOZIONI CHE COME UOMO CI HAI FATTO VIVERE , GRAZIE PER AVERCI FATTO CONOSCERE DURANTE I CONCERTI TANTI MERAVIGLIOSI AMICI CHE CI PORTIAMO ANCORA OGGI NEL CUORE ...  GRAZIE PERCHè QUANDO VENIVI DA NOI IN TICINO AVEVI SEMPRE DEL TEMPO DA DEDICARCI ... GRAZIE E ANCORA GRAZIE, DAL PROFONDO DEI NOSTRI CUORI UN GRANDE ABBRACCIO E UN ARRIVEDERCI ...A PRESTO ...

NOMADI FANS CLUB DALLA SVIZZERA LIBERI DI VOLARE

 


Beppe, Daniele, Cico, Massimo, Sergio, Maurizio e tutto lo staff prendono atto solo ora della decisione di Danilo di lasciare il gruppo.
Le motivazioni di questa scelta sono solo dentro di lui. Gli auguriamo buona fortuna.
Siamo comunque tutti insieme a dirvi che LA STORIA DEI NOMADI CONTINUA, forte piu' che mai
SMS di Beppe Carletti del 24 nov 2011 08:05
 
VENGONO CONFERMATI TUTTI GLI IMPEGNI PRESI
PER I CONCERTI FINO A FINE DICEMBRE


DANILO SACCO – Voce dei Nomadi Lascia il Gruppo dopo 18 anni di Danilo Sacco - gio 24 nov 2011, 06:44
COMUNICATO STAMPA:

DANILO SACCO – Voce dei Nomadi Lascia il Gruppo dopo 18 anni


Danilo Sacco, entrato negli storici NOMADI nel 1993 dopo la prematura scomparsa del carismatico co-fondatore del gruppo Augusto Daolio, dopo quasi vent'anni di emozioni, lotte, gioie, e musica, ha deciso di lasciare. Le ragioni di questa decisione verranno rese note quanto prima per chiarezza e rispetto verso tutti coloro che lo hanno, ed hanno sostenuto con tanto amore sia Danilo che i Nomadi!
Dal 1° gennaio 2012 quindi, Danilo Kakuen Sacco non sarà più il cantante dello storico gruppo emiliano.


 

Oggi di Danilo Sacco - gio 24 nov 2011, 12:12
OGGI.

Oggi il cielo è meravigliosamente limpido dove vivo.
Oggi l'aria è fresca ed un vento novembrino sembra entrarti nelle ossa come un folletto impertinente accarezzandoti la pelle sotto il pesante maglione irlandese. Ah magica Galway..
Da qualche parte si ode una risata, delicata, soffusa, pudica, come è tradizione della gente del mio villaggio.
Qualcosa è andata bene.
Forse è nato un vitellino.
Fa freddo e raccolgo le ultime pigne.
Sono un combustile perfetto per accendere il camino e la stufa. E' un peccato sprecarle.
La natura ci da così tanto e noi a lei così poco...
Passa un vecchio trattore e due persone mi salutano.
Mi gridano qualcosa ma non riesco a capire.
Il rumore del motore è così forte che mi stordisce...
Questo mio villaggio è talmente silenzioso che persino il sussurro di una farfalla può essere udito da chiunque. Ma gli occhi delle due persone sul vecchio trattore, mi comunicano allegria e buone notizie per qualcuna delle poche famiglie che qui vicino vivono da generazioni.
Questo basta.
Ed io rido.
Ma di cuore.
Nonostante i pezzi di ricambio il mio cuore è ancora pulsante e forte.
Sono felice perchè loro sono felici.
Va tutto bene.
Io vivo così da tutta la vita.
Non posso vivere in nessun altro modo.
Ci ho provato ma ho miseramente fallito.
Forse mi sarebbe piaciuto fare l'uomo di mondo, ma non ci sono riuscito.
Sono troppo stupido e provinciale ed in ultima analisi, troppo prevedibile.
Sono tornato o casa, dalle mie radici.
Questo sono.
Ne più, ne meno.
Ogni mattina il piccolo bar dove vado mi prepara il miglior caffè del mondo ed i sorrisi degli anziani seduti ai tavoli a parlare mi danno una forza inimmaginabile.
"Tu sei il nostro orgoglio" mi dicono..
"Tu hai visto il mondo, com'è il mondo?"
Un tempo mentivo perchè in fondo volevo solo raccontare storie e sentirmi importante.
Ora non più.
"Il mondo è qui... non c'è altro"

Non vi è altro di così dolce che accendere il camino durante una notte di neve fresca e profumata che turbina in fiocchi iridescenti quasi in un vortice freddo e blu elettrico, tanto da darti una meravigliosa vertigine mentre la tua pelle incontra la pelle profumata della persona amata a cui hai votato la tua intera esistenza..
Cosa vi è di più appagante?
Fama, denaro, consenso sociale?
Spettri..
Solo spettri che prima o poi, dopo averci succhiato ogni energia vitale ci lasceranno semplicemente soli. Soli.
Questo è il mio villaggio.
Vecchio di più di mille anni.
Io vivo qui e qui voglio morire.
Sò bene di essere prolisso e la descrizione di questi magici posti ove vivo è solo un pallido simulacro di ciò che vorrei esprimere, ma amici ed amiche mie, permettemi in cuor mio di rivolgere a tutti voi una preghiera.
Lasciatemi declamare per l'ultima volta il sapore del latte con cui sono stato nutrito con la speranza che noi tutti si riscopra un domani, la magia della vita, fino a perderci sul confine che separa sogno e realtà, giacchè, credetemi, è in questo regno oltremare ed oltreverso che risiede la reminescenza.
Niente sogni? Niente umanità!

A questo punto, qualche buona persona potrebbe obiettare, pur con l' animo in conflitto (e questo, per Giove, Saturno ed Iperione, lo sento..), ma questo vecchio cantante, cos'ha fumato?
Beh, miei cari amici, nulla ho fumato, giacchè troppa paura ho avuto sul tavolo di ferro durante la mia malattia. Non fumo più e comunque nè ho mai fatto uso di particolari sostanze psicotrope tranne (e di ciò mi perdonerete, miei buoni amici) qualche magia di Bacco di tanto in tanto..
Anzi no..
Dato che siamo in questo momento in vena di confidenze, a questo punto devo confessarvelo..
Mi sono drogato per anni..
E' inutile negarlo.
Ora basta.
Sarò sincero fino in fondo con tutti voi dato che ciò che stò per dire sarà per me una liberazione immane, titanica, una pulizia dell'anima.
Fin dall'età di sei anni mi sono drogato.
Ho cominciato con un libro, e poi un'altro, ed un'altro ancora, fino a che non ho più potuto opporre resistenza e ora sono purtroppo totalmente assuefatto dalla voglia di conoscenza.. Per Minerva..
Colleziono idee.
O forse..... Sogni?

Per molti, questo modo di comportarsi non è consono, non è etico ed in una parola non è normale.
Ma mi chiedo..
Chi è che decide che cosa è normale e cosa non lo è?
Dov'è il giudice supremo che dall'alto del suo scranno dorato legifera dicendo "Questo va bene e questo non va bene?"
E poi, chi controlla il controllore? Chi legifera sul legiferante? Mi vengono in mente le illuminate parole di Voltaire, il quale parlando con una persona di cui non condivideva le idee , disse : "Signore, non sono d'accordo con le vostre opinioni ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirle.."
Questo è il mio SOLO sogno.
Un sogno tangibile.
Un sogno fatto di democrazia, tolleranza, coscienza, e sopratutto CONDIVISIONE.
Un mondo in cui non esista paura (la paura è contagiosa), dove non esista sopraffazione, e dove, in ultima analisi, ciascuno possa dire la sua alzando nel consesso la propria nobile voce nel silenzio rispettoso degli astanti.
Che giuramento portentoso sarebbe, se chiunque di noi si impegnasse sin d'ora a lavorare per questo scopo, per noi, per i nostri figli, per i nostri nipoti..
Un posto in cui le idee sono la vera ricchezza.
Utopia?Forse.

Amici miei, miei Capitani.. Perdonate la mia arroganza, la mia irruenza e la mia vecchia giovanile stoltezza ma in cuor mio vi dico che un uomo deve prima o poi confrontarsi con l'immagine che lo specchio gli rimanda.
Il mio mi rimanda l'immagine sbiadita di un ragazzo anziano, ( perdonatemi gli ossimori..) che sta cercando qualcosa. Cosa, nemmeno lui lo sa.
Fra qualche mese compirò quarantasette anni.
Cominciano ad essere molti.
Ai concerti vedo tanta gente che neppure era nata quando ho cominciato..
E' tempo di lasciare spazio ai giovani..
Ho passato diciotto anni con il più grande gruppo in cui potessi vivere ed ho servito a volte sbagliando, a volte con animo ignavo e greve, a volte distrattamente, ma se, amici miei, mi concedete quartiere, ho servito sempre con onore e con il massimo della sincerità che il mio cuore e la mia anima potessero offrire...
Oltre non posso andare.
Il mio tempo è concluso.
Essere il cantante dei Nomadi è il più grande onore che si possa riconoscere a qualunque professionista della musica.
E' come l'amore.


Non sai spiegare che cos'è, ma quando lo vivi, comprendi che è qualcosa di magico, di eterno, di totalizzante.
Purtuttavia, questo immenso onore richiede un grande tributo che io, in cuor mio, non posso più pagare.
Ho paura di sbagliare, ho paura di non poter essere più il cantante che tutti voi conoscete ed avete conosciuto.
L'età avanza a passo di carica prussiana.
Non posso sopportare l'idea di non potervi più dare il massimo del massimo.
Voglio essere ricordato come un campione.
Non voglio decadere lentamente..
Ho sempre sostenuto, e voi tutti ne siete testimoni, che il giorno stesso in cui mi fossi accorto di non poter dare più il cento per cento, mi sarei ritirato in un angolo a pensare, e così ho fatto.
Ho riflettuto molto.
Adoro la storia di Rocky Marciano...
Non posso mentire a me stesso, ne voglio essere un peso per nessuno perchè sò che prima a poi questo avverrebbe, ed è inevitabile.
I Nomadi hanno bisogno di essere liberi come puledri scalcianti, suonare tanto e toccare ogni dove come una fresca acqua che lambisce dune riarse.
I Nomadi sono un movimento di idee, come disse Daniele Campani e dunque non ci appartengono più. Sono stanco miei Capitani.
Ho bisogno di pensare per un pò.
Voglio stare vicino a mio Padre, al monastero, a mia Madre ed ai miei Maestri.
Non potrei darvi più nulla se io stesso sono vuoto.
La musica non è la vita ma uno degli aspetti della vita. Oltre gli studi di registrazione, cè un mondo immenso che vorrei esplorare per la prima volta...
Per quasi vent'anni ho cercato di dare il massimo ed ora il serbatoio della mia anima è esaurito.
Devo ricaricarmi.
Sarei un ipocrita a dire che va tutto bene e vi mancherei di rispetto se lo facessi.
No.
Non va tutto bene.
Devo fermarmi.
Miei amici, miei Capitani, vi prego dal profondo del cuore che mi è rimasto, anzi, VI SUPPLICO di perdonarmi.
Il treno dei Nomadi mi ha portato ovunque, ma la mia stazione di arrivo è fissata per il primo gennaio 2012. Li dovrò scendere dalla carrozza che così amorevolmente mi ha sostenuto ed accompagnato per diciotto lunghi e fantastici anni.
Da quel momento sarò solo in una stazione qualunque, con lo sguardo pensieroso e speranzoso ed il mio bagaglio di sogni e cartone.

Un uomo qualunque ( e per Perdio, vedremo in quel momento dove sono i miei "amici"wink.
I miei parenti per parte di Padre emigrarono in Texas, i miei parenti per parte di Madre in Australia.
Siamo solo una famiglia di emigranti.
Io sono stato ESTREMAMENTE fortunato.
Ho avuto ogni cosa ma nessuno mi ha mai regalato nulla..
Nonostante tutto, ripeto, ho avuto una vita fin troppo privilegiata solo perchè ho avuto il culo di saper cantare..
Purtuttavia volevo darvi tanti sogni e qualcuno, concedetemelo, forse l'ho anche dato.
Chiedo umilmente scusa a tutti coloro che involontariamente ho offeso lungo il corso di questi meravigliosi anni.
Chiedo umilmente scusa a tutti coloro che da me si aspettavano qualcosa che non ero in grado di dare.
Chiedo umilmente scusa a tutti coloro che in cuor loro volevano ancora sognare con me.
Chiedo umilmente scusa a tutti coloro che a questo punto si sentono abbandonati.
Così non è..
Parimenti chiedo scusa a tutti coloro che mi hanno sempre avversato e sputtanato, perchè mi rendo conto di fare loro un ulteriore torto.
Ritirandomi, invero, come passeranno il loro tempo?
Beh, qualcuno da sputtanare c'è sempre..
Che vadano a vampirizzare qualcun altro..
A questo proposito, a ciascuno di loro, risponderò personalmente quando lo riterrò opportuno .
Amici..
Miei Capitani.
Vorrei ringraziare tutti Voi per l'appoggio, l'amore, l'affetto che ho ricevuto per diciotto lunghi, stupendi, meravigliosi anni.. Sono stati gli anni migliori della mia vita, ricchissimi di episodi, avventure musicali, lotte, gioie, sogni, utopie e follie.....
Giacchè anche di follie si nutre l'intelletto umano..
Parimenti vorrei ringraziare tutti i miei meravigliosi compagni Nomadi, per ciò che abbiamo condiviso e realizzato in anni ed anni di musica.
Sono stati i migliori compagni che un uomo potesse sognare di avere.
Comincia una nuova vita.
Una nuova avventura.
Dovrò riflettere molto.
Passerà un pò di tempo prima che ci rivedremo ma il ricordo che avrò di tutti Voi mi accompagnerà per sempre.
Questa è una promessa.
Questo è un giuramento.
Miei Capitani , io vi saluto.
E mi inchino davanti a tutti voi.
Amici o nemici che siate.
Grazie.

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