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IN RICORDO

AUGUSTO E DANTE

Questa pagina vuole ricordare Augusto Daolio e Dante Pegreffi purtroppo scomparsi nel 1992

CIAO NONNA IOLE... NOMADE PER SEMPRE

 

E' difficile sai, pensarti così lontano
da quella volontà solo terrena
di credere che il tutto sia spazio, tempo, materia.

Sono queste le cose che fanno della vita un gran carcere

e l'evasione più dolce rimarrà sempre la tua...

Ciao, Grande Augusto.
Maestro di vita, compagno di mille viaggi.
L'averti saputo amico ci farà scontare pene meno amare...

Beppe, Cico, Daniele, Elisa

tratto dall'album Ma che film la vita 1992

07.10.1992 - 07.10.2012

VENT'ANNI SON PASSATI MA RESTI SEMPRE NEI NOSTRI CUORI

CIAO AGO  SALUTACI LE STELLE ...

IL TUO POPOLO NOMADE

 

WWW.NOMADI.CHWWW.NOMADI.CH 

 

7 ottobre 1992 ci lasciava il grande MUSICISTA, POETA E PITTORE AUGUSTO DAOLIO ... 7 ottobre 2012 "Lo vogliamo ricordare comera pensare che ancora viva e pensare che ancora ci ascolta e come allora sorrida" GRAZIE Augusto di averci dato tante belle canzoni e momenti indimenticabili... SALUTACI Dante Salutaci le stelle delle nostre città ....ciaoo e SEMPRE SOLO NOMADI NEL CUORE

 

 

Dante Pergreffi nasce a Fabbrico, un paese vicino Novellara entra nei Nomadi nel 1984 al posto di Umbi Maggi, inizialmente era stato definito da Augusto come "un cucciolo fra un branco di lupi"nella canzone Hey nomadi, poi pero` questa canzone non fu pubblicata subito e quando venne incisa piu` tardi fu modificata proprio perche` Dante si era dimostrato molto superiore alla definizione di cucciolo.

 Il 14 Maggio 1992  muore dopo un tragico incidente d'auto .

Augusto Daolio è nato a Novellara (RE) il 18 febbraio 1947, come ebbe a scrivere lui:"...nel cuore della notte, mentre freddo e brina duellavano con rami secchi di pioppi e tigli". A sedici anni iniziò la sua avventura musicale con il complesso dei Nomadi, attività che fu per lui, fino agli ultimi momenti della sua vita, essenziale e per la quale il suo impegno fu totale. L'attività musicale di Augusto e del suo complesso, di cui era il leader carismatico, ha segnato un'epoca e per tanti giovani degli anni Sessanta e Settanta le loro canzoni furono una bandiera. Non solo perché denunciavano il grande disagio di una gioventù che si sentiva testimone occulta dell'olocausto e che viveva il malessere di una società in crisi di identità, ma anche perché contestavano l'impostazione di un costume religioso che si reggeva sull'ipocrisia e il perbenismo. Anche se quei giovani ormai sono diventati padri, quelle canzoni continuano a vivere nei loro cuori e l'amore per queste è stato trasmesso ai loro figli. Questo a dimostrare che, quando le grandi tematiche della vita diventano un "sentire comune", non esiste un salto generazionale. La pittura, altro suo grande impegno artistico, non è mai stata un'attività subalterna a quella musicale ed era frutto delle sue capacità naturali ed istintive. La sua "maniera" di disegnare e dipingere non era schiava di un metodo, così come quella di comporre. Tutto quello che Augusto presentava era sempre e comunque ben radicato nella natura, madre e ancella di tutte le cose. La fantasia guidava la sua mano alla ricerca di un mondo surreale e magico. Amava molto dire: "...mi interessa molto l'aspetto magico e segreto delle cose, gli enigmi, le illusioni delle ombre". Queste attività lo hanno portato a girare il mondo e, nonostante il profondo legame con la sua terra d'origine, era un cosmopolita o, meglio, "un uomo del mondo, un uomo del mio tempo, ma anche un uomo antico". Era autodidatta, pieno di curiosità e di una carica vitale che gli permisero di vivere un'intensa seppur breve carriera artistica. Il vuoto che ha lasciato è incolmabile, e lo testimoniano le migliaia di persone che ancor oggi percorrono lunghe distanze solo per un saluto o per respirare le atmosfere a lui care.

Tratto da: "Augusto Daolio, musicista, poeta, pittore"

 

I QUADRI DEL MITICO AGO KLIKKA QUA

 

Fatevi una bella passeggiata sul sentiero Augusto Daolio e Dante Pegreffi (sentiero numero 5)

OPPURE

CLUB ALPINO ITALIANO-SEZIONE DI ROVIGO
GRUPPO DEI LAGORAI (TN)
MALGA CALDENAVE-SENTIERO DEI NOMADI
- LE FOTO

ASSOCIAZIONE AUGUSTO PER LA VITA VIA DE AMICIS 26    42017 NOVELLARA (RE)

CCP. 14345420

 

A me la morte
fa una gran paura
si lasciano troppe cose
che non si vedranno più,
gli amici, la famiglia
le piante del parco
che hanno quell'odore buono
di resina
la gente che ho visto
anche solo una volta.
A me la morte
fa una gran paura
si lasciano troppi sorrisi
troppe mani troppi occhi
i treni, le strade
quei sentieri di montagna
che portano ai rifugi,
i mari che ho visto
e non ho mai
attraversato

(Augusto Daolio)

 

 

INTERVISTA AD AUGUSTO SUGLI ANNI 60 - TRATTA DA "QUEI FAMOSI ANNI 60" DI RED RONNIE


TUTTI PARLANO DEGLI ANNI 60 COME BOOM ECONOMICO, SPIAGGE E MARE. IN REALTA' SIGNIFICAVANO ANCHE CHE PER LA PRIMA VOLTA LA CULTURA ARRIVAVA AI FIGLI DEGLI OPERAI, CHE POTEVANO ANDARE A SCUOLA, POTEVANO STUDIARE. VOI SIETE SEMPRE STATI UN Pò LA COSCIENZA DEGLI ANNI 60. CANTAVATE CANZONI COME "NOI NON CI SAREMO", UNA CANZONE ECOLOGICA CON LA PAURA DELL'ATOMICA, DEL BUCO DELL'OZONO. CANTAVATE "DIO E'MORTO", UNA CANZONE SOCIALE CHE PARLA DI DROGA, DI ALCOL, DI COME SI AUTODISTRUGGEVA UNA GENERAZIONE. POI C'ERANO: "CANZONE PER UN'AMICA", "PER FARE UN UNOMO", "UN FIGLIO DEI FIORI NON PENSA AL DOMANI"...
 
Era un altro aspetto di quegli anni 60. Se si fa un affresco di quegli anni, si deve tenere conto anche di queste cose quà, di questi sentimenti che stavano nascendo in quel momento lì e che erano importanti e hanno poi trasformato il modo di vedere la vita, il mondo, e milioni di giovani e ragazzi. Noi siamo nati nel 63 e abbiamo fatto musica da ballo fino al 66. Quando abbiamo iniziato a fare dei dischi, mi sembrava che quelle cose, tipo "I Watussi", fossero già passate, che fossero già un passato, forse perchè noi guardavamo in altra direzione. A 16-17 anni hai voglia di fare casino, non hai voglia di stare lì a ballare il geghegè, questo era l'atteggiamento di noi, dei nostri amici, del gruppo di cui facevamo parte in quel momento.
 
AUGUSTO QUANDO HAI INIZIATO, PENSAVI ALL'IMPORTANZA CHE AVREBBERO AVUTO LE TUE CANZONI PER TANTA GENTE?
 
Io non ho mai pensato a cosa potesse servire agli altri quello che noi facevamo; pensavo che quello che stavo facendo fosse utile per me. Poi, a distanza di tempo, si è visto che si è costruita una storia, per alcuni importante; per me lo è sempre stata. Poi è bellissimo scoprire che per molti altri lo è diventata nel tempo, è bellissimo".
 
IN QUEL PERIODO C'ERA IL RIFIUTO DI ESSERE GIUDICATI E IL DESIDERIO DI CONTARE PER QUELLO CHE SI ERA.
 
"C'erano delle cose nell'aria ed i musicisti erano i primi ad accorgersi che la gente sentiva qualcosa. Ci sono dei momenti di tensione universale, in tutto il mondo ci sono periodi in cui persone, che possono essere registi, musicisti, scrittori, drammaturghi, sentono l'esigenza di raccontare qualcosa che c'è nell'aria in quel momento lì, e questo li unisce. Non è sempre così, ma negli anni 60 - 70 c'era un pò di quei momenti magici. Oggi c'è più frammentazione, è difficile avere la stessa idea di uno che abita a 1000 km di distanza. Oggi è proprio un altro momento storico dove c'e tutto e non c'è niente, non c'è niente e c'è tutto".
 
FRA LE CANZONI CHE TU HAI CANTATO COI NOMADI A QUELL'EPOCA, OGGI QUALE SENTI LA PIU' ATTUALE?
 
E' una domanda che viene fatta spesso, per curiosità, per sapere a quale figlio sei più affezionato: Io non so mai cosa rispondere perchè sono un progressista decadente, romantico e non sento mai la necessità di dover cantare per forza il tuo presente: Credo che, aldilà di tutte le impostazioni della cultura e del bisogno di andare avanti, ci sia tutta una gamma breve di sentimenti. I sentimenti forti sono tutti identici nel tempo. In ogni generazione, mille anni fa si sentivano le stesse cose che si sentono oggi: la rabbia, l'amore, le tenerezza, la dolcezza, l'odio, l'invidia; tutta questa gamma di sensazioni, colori, emozioni, sono identiche in un uomo d'oggi come in un uomo medioevale. Credo che un musicista debba per forza usare le sue frecce in quella direzione. Quando io scrivo un testo, penso di cantare una canzone che è nata sempre attraverso uno di questi sentimenti qua, quindi non è ne attuale, nè futurista, nè del passato;  allora tutte le canzoni acquistano un loro valore particolare. Le canzoni sopravvivono ai cantanti, i libri agli scrittori, i film ai registi e questa è la grande magia della cosa quando è fatta bene e con intelligenza. va oltre al successo dei dischi: puoi vendere, non vendere, puoi essere il primo, l'ultimo, non ha importanza; l'importante è che tu hai avuto l'intuizione, tu hai usato i sentimenti per raccontare una cosa agli altri, tu sei il narratore e gli altri devono ascoltarti se tu hai qualcosa da narrare. Noi rubiamo dalla gente e la gente ruba da noi qualcosa, insieme si cammina nel mondo. Quindi tutto quello che abbiamo    fatto va bene, era giusto".
 
AUGUSTO, QUANDO VEDEVO I NOMADI CANTARE IN TELEVISIONE, MI SEMBRAVATE SEMPRE DEGLI OUTSIDER, GENTE CHE NON C'ENTRAVA NIENTE. QUANDO TI VEDO OGGI, MI SEMBRI UN OUTSIDER E MI SEMBRA CHE NON C'ENTRI NIENTE, COME MAI?
 
Ma io non è che lo faccio apposta, è così, forse non tutti si viaggia sugli stessi binari, sarà una questione di destino, l'avrà deciso il Padre eterno, qualcuno. Io non mi sento un pesce fuor d'acqua, in qualsiasi ambiente ho la capacità, come l'acqua di prendere la forma del recipiente, quindi mi sento bene ovunque. Se sono stanco, mi sento stanco anche a casa mia, circondato dalle mie cose. Forse è la natura stessa che ha fatto in modo che noi ci unissimo e ci cercassimo, che si potesse fare un gruppo come i Nomadi e fossimo un pò così, ma non per scelta ideologica, religiosa o mistica o pratica o economica o sociale. Noi siamo così".
 
C'ENTRAVATE QUALCOSA COI COMPLESSI D'ALLORA?
 
No, non credo.
 
FREQUENTAVATE L'AMBIENTE MUSICALE?
 
No, quando ci si incontrava nei famosi bar dei musicisti, o ci si trovava alla notte in certi posti dove vanno tutti, noi non c'eravamo mai, ma non per una questione di snob, o per essere fragili o delicati per appartenere a questi giri. Io le mie amicizie le ho sempre coltivate ad di fuori dell'ambiente, perchè ho più stimoli, stimoli diversi. A me non piace parlare sempre di musica e di canzoni, mi piace parlare della vita, del mondo, di quello che succede. I miei amici, che frequento quando non faccio il cantante, sono completamente al di fuori della categoria dello spettacolo. sono scultori, scrittori, poeti, gente normale della strada.
 
PERCHE' C'E' TANTO CAOS IN QUESTO PERIODO?
 
La mia impressione è che la retorica ufficiale, anche quella del pacifismo, vuole che in fondo il mondo, una volta che ha raggiunto uno stato di benessere o calma politica, si fermi lì. Invece no, il mondo è una grande pentola, sempre in ebollizione. Oggi i problemi vengono dall' Est, l'Africa è un grande ebollitore, ma non si fermerà mai. Credo proprio che la vita stessa sia questo fluire di acque, fuoco, sentimenti, guai se non fosse così. Guai se non ci fossero queste cose che danno il sangue, il ritmo a questa vita, che di per sè non avrebbe nessun significato. Bisogna accettare la vita con questa sua dimensione di cose continuamente in ebolizione, continuamente in ricambio. E' chiaro che tu devi cercare il tuo posto nel mondo, far sentire la tua voce se hai voglia di farla sentire, se hai voglia di polemizzare col mondo, di cantarlo, di criticarlo, di negarlo, di risolverlo politicamente, c'è lo spazio di fare tutte queste cose qui. E' chiaro che davanti all'orrore provi orrore, speri sempre che non avvengano queste cose. Quando le cose tendono a calmarsi, ciak, ecco un'altra parte del tendone e trovi un'altra falla. Non so quale sia l'intendimento di chi ha fatto il mondo, quale sarà l'obiettivo finale, se è quello di farci scoppiare tutti di rabbia oppure ... .
Cerco sempre di liberarmi delle mie radici involontariamente cattoliche, ma tutte le volte cado anch'io in quello che poi abbiamo dentro, è difficile scrollarsi da dosso tutto. Penso che le cose siano cicliche, come la guerra, che poi dopo viene la pace. Il mondo è un grande pallone gonfio che ogni tanto perde da qualche parte. C'è un tentativo di smobilitare tutto il passato, di smontare tutto quello in cui si era creduto, che era già scritto sui libri di storia. Adesso fra un pò la Rivoluzione Francese diventerà maligna, mentre invece i personaggi che hanno fatto l'orrore diventeranno positivi. Chissà  Hitler un giorno forse verrà rivalutato, parleranno di lui come di una persona che cercava di risolvere i problemi della sovrappopolazione. sarà così.
 
QUANDO VEDI DEI BAMBINI CHE CANTANO LE TUE CANZONI, NON TI SEMBRA STRANO?
 
No, vuol dire che in fondo le canzoni diventano una proprietà familiare, il padre trasmette ai figli e questa è una continuazione. A me piace, stasera sappiamo che cantiamo in fondo anche per loro, il messaggio è rivolto anche a loro, questo è bellissimo. Loro non sanno il significato di tante parole, però è bellissimo che vedano noi, che non siamo i mostri televisivi che la televisione impone, quindi è un affetto diverso, più importante. loro cresceranno e fra qualche anno ce li vedremo davanti, questo è già successo tre o quattro volte.
 
BAMBINI CHE VEDEVI NEI TUOI CONCERTI E OGGI SONO RAGAZZI E CONTINUANO ...
 
Hanno coltivato questo affetto, amore per il gruppo. Poi hanno imparato le canzoni, questo mi piace molto.
 
E' IL SOGNO DI OGNI PADRE DI TRAMANDARE AI FIGLI CIO' CHE HA AMATO?
 
Si, nella passione per la musica riesci a comunicare, è chiaro che se vuoi che tuo figlio vada a cacciare o pescare, non sempre lo fa. Però la musica e le canzoni sono cose che prendono. Anche perchè i bambini sentono le cassette e i dischi in casa e vanno al di fuori del bombardamento televisivo, di quello che impone il gusto in quel momento.
 
VOI NON SIETE SPESSO IN TELEVISIONE, PERCHE'? PERCHE' NON VI VOGLIONO O PERCHE' AVETE MODERATO LE VOSTRE APPARIZIONI?
 
Un pò per tutto; con te veniamo volentieri perchè con te ci sentiamo abbastanza liberi, questo credo che sia un modo di pensare abbastanza comune fra noi e te. Alla ricerca sempre di qualcosa, all'unisono con te, che vuoi essere una persona libera e dire e fare quello che vuoi, quindi è chiaro che ti scontri sempre con qualcuno. Credo sia un pò tutto, un pò non ci vogliono, un pò non vogliamo noi, ma credo che questo non essere continuamente presenti è anche uno dei fattori per cui siamo ancora. Non abbiamo saturato il video, non abbiamo stancato la gente. La gente che passa davanti al televisore pensa sempre, quella volta che ti vede, che forse sei anche nuovo.
RED RONNIE

POESIE DI AUGUSTO DAOLIO

"Il viaggiare di notte mi induce ad alzare gli occhi al cielo, ad inseguire la luna sull'autostrada mentre si incurva all'orizzonte. A forza di osservare le stelle, ho imparato a conoscere le varie costellazioni: il Sagittario, lo Scorpione, l'Orsa maggiore e Minore, Andromeda, l'Uccello indiano. C'è persino il cavalletto del pittore. La sfera celeste, con quei raggruppamenti magici e misteriosi, si esprime con un proprio linguaggio. E' come se,su un infinito pentagramma, apparissero tante note luminose, con suoni reconditi, inafferrabili... Mi sono proposto di ridare un volto alla luna,di ricostruirle un'identità. Ho voluto farle quella faccia (o quelle facce) che vedevo da bambino. La luna della leggenda o del sogno è stata uccisa dalla scienza, che ha preteso di sapere tutto su di lei, sul come è fatta, com'è composta, di quali ingredienti è formato il suo manto polveroso. Manca poco che le appuntino un'etichetta con l'indicazione di tutte le sostanze che contiene, secondo le vigenti disposizioni, come si vede nelle bottiglie di acqua minerale. Ma la luna è anche sentimento, è mito, è quel filo di malinconia che compare anche nei miei disegni senza che sappia il perché."

ecco alcune foto di augusto e dei nomadi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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